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marsala una citta' di sole mare e ospitalita'.

marsala citta' unica.

marsala una citta' unica al mondo.

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martedì 8 dicembre 2009

Selinunte


Selinunte (il nome deriva da Sélinus, prezzemolo selvatico che vi cresceva rigoglioso), citta fondata da coloni greci nel VII secolo a.C,. fu per due secoli florida e potente. Unica citta greca in territorio fenicio, ebbe contrasti con Segesta, citta fondata dagli Elimi, che, aiutata da Cartagine, la conquista dopo nove giorni di assedio alla fine del ‘400 a.C.
Selinunte rimase sotto il loro dominio fino al III secolo a.C. allorquando gli stessi Cartaginesi la distrussero per non farla cadere in mano ai Romani; i sopravvissuti vennero trasferiti a Lilibeo.
La visita delle rovine inizia dai Templi orientali, indicati con le lettere E, F, G, perché non si sa con certezza a chi fossero dedicati; prosegue sull'Acropoli, una spianata irregolare cinta da mura di 2-3 metri di spessore dove si trovano 6 Templi, anche questi indicati con le lettere dell'alfabeto: il tempio C, è il piu grande dell'Acropoli.
Strutture interessanti


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Il monte Erice

Sulle rovine dall'antico Tempio, dedicato ad una divinita femminile della natura bella e feconda, identificata dai Romani con Venere Ericina, sorge il Castello di Venere, reso inespugnabile dai Normanni che lo dotarono di mura orlate di merli.
Le torri medievali che costituivano l'avamposto del Castello di Venere furono parzialmente ricostruite dal conte Pepoli, cui si deve anche l'edificazione di una manierosa costruzione in vago stile moresco, detta Torretta Pepoli.
Intorno al castello si estendono i giardini del “ Balio” (dal nome del governatore normanno, Bajulo, che risiedeva nel castello).
Lungo le sue stradine si incontrano negozi di antiquariato, di tappeti fatti a mano, di ceramiche artistiche e di dolci tipici.
Erice è stata resa famosa nel mondo dalla presenza del Centro di cultura Scientifica “ Ettore Maiorana” presso il quale si svolgono continuamente congressi scientifici e mostre di livello internazionale

L'isola di Mozia


Un silenzio al quale non siamo piu abituati ci attende sull'isola di Mozia. Appena sbarcati dal traghetto un sentiero fiancheggiato da agavi conduce ad una delle piu belle sorprese: l'isola con il suo museo, i suoi mosaici, i suoi ruderi. Una scoperta entusiasmante, una escursione da non perdere

Mozia si trova a circa 10 km da Marsala. E’ estesa 45 ettari e si trova all’interno della Laguna dello Stagnone. E’ un antico insediamento fenicio. Sull’isola sono presenti anche testimonianze di eta preistorica.
Mozia fu un importante approdo della laguna circostante, vi approdo anche Annibale con la sua flotta nel 409 a.c. La citta fu distrutta nel 397 a.c. da Dionisio di Siracusa e i superstiti si rifugiarono nella terraferma e fondarono la citta di Lilibeo.

L’isola di Mozia nel XVI e XVII secolo apparteneva ai Gesuiti, ma quando questi furono espulsi dalla Sicilia fu divisa in piccole proprieta Alla fine dell’800 tutta l’isola fu acquistata da Joseph Whittaker, erede di una importante famiglia di industriali inglesi. Whitaker inizio gli scavi archeologici sull’isola. La sua opera fu continuata dalle figlie e poi dalla Fondazione Whitaker.
Uno dei ritrovamenti più importanti e stato quello della statua nota come “Il giovinetto di Mozia”, ritrovamento avvenuto nel 1979.

Lilibeo

Fu fondata dai superstiti dell’isola di Mozia dopo la sua distruzione da parte di Dionisio di Siracusa nel 397 a.c. Ma e stato provato che un nucleo abitativo esisteva gia in precedenza.
La citta passata dalla dominazione Cartaginese a quella Romana fu ‘splendidissima civitas”, e ne fu questore Cicerone negli anni tra il 76 e il 75 a.c.
La citta e ricca di aree archeologiche.Importantissima l’insula Romana di Capo Boeo, la necropoli con l’ipogeo di Crispia Salva.

Il fossato Punico con le sue fortificazioni.
Fra le scoperte più recenti, di archeologia marina, il relitto della Nave Punica, scoperto nel 1971 da una spedizione inglese guidata da Honor Frost all’imboccatura Nord della Laguna dello Stagnone di Marsala.
Su Internet, in italiano e inglese, si trova un sito sulla nave Punica e sul Museo

La via dell'arte a Marsala Porta Garibaldi, Piazza Loggia con il Palazzo VII Aprile e l Chiesa Madre, Museo degli Arazzi Fiamminghi.






Il nome attuale di Marsala deriva probabilmente dall'appellativo arabo Marsah el Ali, porto di Ali (o Allah), di Dio quindi, a testimonianza della sua importanza come citta di mare. Ed è proprio al suo porto che è legato uno degli avvenimenti piu significativi della sua storia: lo sbarco dei Mille in Sicilia, guidati da Garibaldi.
L'antica Porta Garibaldi immette nel centro storico, tra musei, palazzi spagnoli, chiese e opere d'arte.
Il cuore della citta pulsa intorno a Piazza della Repubblica (o Piazza Loggia), delimitata dalla Cattedrale e dal Palazzo VII Aprile, oggi sede del Consiglio Comunale, risalente al XVI secolo e cosi chiamato dopo il 1860, in memoria dell'insurrezione popolare contro i Borboni.
La Cattedrale (Chiesa Madre o "Madrice"), edificata in periodo normanno, ma rifatta nel '700, è dedicata a San Tommaso di Canterbury e custodisce numerose opere scultoree dei secoli XV e XVI e numerosi dipinti dei secoli XVII e XVIII, oltre ad un tesoro con oggetti in argento e oro non esposti al pubblico.
La chiesa ha un'imponente facciata in tufo arricchita da statue e sviluppata su due ordini: la parte inferiore è manieristico-barocca, la parte superiore è di epoca successiva.
L'interno è a pianta basilicale con transetto ed è diviso in tre navate da 16 colonne di marmo in cui sono conservate numerose opere dei Gagini tra cui spiccano una bella icona di Antonello Gagini e Berrettaro (abside sinistra) e, nel transetto destro, una delicata Madonna del Popolo, di Domenico Gagini (1490). Sopra quest'ultima, una bella tela rinascimentale di Antonello Riggio raffigura la Candelora (purificazione di Maria al Tempio).
In un edificio ottocentesco annesso alla Chiesa Madre e unico del suo genere in Sicilia, è ospitato il Museo degli Arazzi fiamminghi.
La collezione consta di Otto grandi arazzi fiamminghi, risalenti alla seconda meta del XVI secolo, donati dal re di Spagna Filippo II al marsalese Antonio Lombardo, vescovo di Messina. Gli arazzi raffigurano scene della guerra romano-giudaica (66-67 d.C.) combattuta da Vespasiano e dal figlio Tito per la conquista di Gerusalemme. La vivacita di colori e la ricchezza compositiva si estende, oltre che al soggetto centrale, anche agli alti bordi decorati da fiori, frutti e figure allegoriche. Particolarmente vivace il sesto arazzo che riproduce un momento di lotta comunicando un intenso senso del movimento. Strutture interessanti


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La via dell'arte Complesso Monumentale San Pietro, Conbento del Carmine




Piazza della Loggia si affaccia su corso XI Maggio, antico Decumano Maggiore della citta romana, fiancheggiato da bei palazzi.
Tra le vie XI Maggio e Ludovico Anselmi Correale (l'antica strada della Giudecca, meglio nota come via Panneri) si trova il Complesso Monumentale San Pietro, ex monastero benedettino del Cinquecento "protetto" dalla suggestiva specola cuspidale a torre quadrata, che ospita oggi la biblioteca comunale e il museo civico di Marsala, con il museo garibaldino.
Inizialmente una semplice raccolta di cimeli, poi qualche mostra itinerante: ora, finalmente, una permanente esposizione all'interno del museo civico. Stampe d'epoca, documenti originali, sculture, uniformi, armi e foto, trovano sistemazione in undici settori dove convivono armonicamente i pezzi museali di diversa provenienza.
Sono inoltre presenti una moderna sala conferenze e varie strutture per il tempo libero: una fonoteca, una videoteca, una ludoteca, una caffetteria ricavata dalle antiche cucine del monastero.
L'ex Convento del Carmine, il piu antico convento di Marsala, deve la sua fondazione al passaggio dei primi Padri Carmelitani che nel 1155, venendo dal Monte Carmelo di Palestina, si fermarono a Marsala.
Completamente restaurato, è oggi sede della Pinacoteca comunale e sede di rappresentanza del Consiglio Comunale. Dopo alterne vicende e utilizzi, il convento è rimasto a lungo in stato di progressivo abbandono; oggi è un gioiello architettonico in cui si respira ancora l'aria mistica di un tempo.
La Pinacoteca ospita periodicamente mostre di artisti internazionali (tra le ultime, una mostra dedicata alle opere di Arnaldo Pomodoro).

La via dell'arte Marsala Capo Boeo





Sul Capo Boeo, si trovano i resti di tre insule romane.
Una di queste era quasi interamente occupata da una grande villa del periodo imperiale (III sec. d.C.) dotata di terme private. Si distinguono ancora alcuni dei mosaici che ornavano i pavimenti e i suspensoria, i pilastrini che, tenendo sollevata la pavimentazione, permettevano la circolazione d'aria calda. L'area era delimitata da strade pavimentate in pietra bianca di Trapani.
Poco oltre si eleva la Chiesa di S. Giovanni fuori le Mura, del XIV secolo, costruita sopra una grotta nella quale secondo la tradizione dimorava la Sibilla cumana. Nell'antro della grotta ci sono affreschi del V secolo e una vasca che i primi cristiani usavano come battistero.
La chiesa è dedicata a San Giovanni Battista, compatrono di Marsala (insieme alla Madonna della Cava), festeggiato il 24 giugno da una folta processione di fedeli.

In prossimita di Capo Boeo, situato nei locali dell'ex Baglio Anselmi, si trova il Museo Archeologico Regionale.
In origine era una costruzione, progettata sul finire del secolo scorso da Basile, nata come stabilimento vinicolo per la produzione del Marsala. Il baglio é costituito da corpi di fabbrica aperti su di un ampio cortile interno dove é visibile un saggio di scavo che ha portato alla luce una tomba, una fornace, e strutture murarie che documentano la notevole frequentazione dell'area sin dal IV secolo a.C.
Il museo illustra la storia di Lilibeo e del territorio storicamente ad essa connesso, dalla preistoria al medioevo. Particolarmente interessanti le vetrine dedicate a Mozia ed alcuni gioielli d'eta ellenistica finemente lavorati ritrovati a largo di Capo Boeo.
Il pezzo piu importante è la Nave Punica, unico esemplare al mondo di relitto di nave da guerra fenicio-punica del III secolo a.C..
Recuperata nel 1969 nella Laguna dello Stagnone, nei pressi di Mozia, è probabilmente una "liburna", veloce nave da guerra lunga 35 m, che si suppone sia stata affondata alla fine della Prima Guerra Punica, nella battaglia delle Egadi (241 a,C.). L'analisi della struttura ha permesso di stabilire la tecnica costruttiva dei Fenici, che prevedeva l'utilizzo di pezzi prefabbricati contraddistinti da lettere. Incredibile è la lega con cui venivano fabbricati i chiodi che tenevano insieme le assi: dopo piu di 2000 anni in mare non presentano traccia di ossidazione. La Nave Punica è ancora oggi oggetto di studio in tutto il mondo.